Dislessia

Trattamento propriocettivo e disturbi dell’apprendimento

PREMESSA: il trattamento propriocettivo della dislessia è stato messo a punto dal dott. Orlando Alves da Silva attorno agli anni ’90. Dal 2013 i dottori Patrick Quercia e Alfredo Marino hanno collaborato per confermare, migliorare, protocollare, rendere scientifico e creare una statistica dei risultati di questo trattamento basato su MIGLIAIA di casi e che porta a dei risultati, in un gran numero di casi, inimmaginabili con qualsiasi altro tipo di cura.

Esso viene insegnato in due Università, una francese e una italiana. L’eco di questo trattamento ha suscitato la curiosità di sempre più terapeuti che, invece di imparare la tecnica, si sono inventati trattamenti per la dislessia NON basati sul  protocollo principe.

L’esperienza di 30 anni di trattamenti, a maggior ragione attraverso le migliorie apportate progressivamente, ci permette di dire che attualmente, SOLAMENTE il trattamento propriocettivo può arrivare ad ottenere dei risultati. conosciamo bene i ragazzi dis, sappiamo della loro sofferenza, dei loro disagi, dei potenziali pericoli e risvolti psicologici, li amiamo e  per questa ragione siamo molto a disagio di fronte a presunti malcelati terapeuti della dislessia.

 

 

Che cos’é la dislessia

 

È dislessico il bambino che presenta un ritardo nell’apprendimento della lettura, che si verifica nonostante un’intelligenza normale, l’assenza di disturbi sensoriali o neurologici, di una istruzione scolastica adeguata e di opportunità socio-culturali sufficienti.

È dunque una difficoltà di apprendimento della lettura  non  dovuta ad un difetto d’intelligenza o a svogliatezza, o ancora a una incompetenza degli insegnanti o ad un inadeguato  programma pedagogico.

L’origine della dislessia non è conosciuta. Ci sarebbero dei fattori genetici. Ciò ipotizza un problema di funzionamento di una parte del cervello o del cervelletto, oppure anomalie di certe vie neurologiche o ancora una cattiva elaborazione della coscienza fonologica.

Noi lavoriamo sull’ipotesi propriocettiva che  implica che la dislessia sia legata ad un disturbo della propriocezione, responsabile di anomalie di localizzazione spaziale e dello sviluppo della percezione visiva ed uditiva.

Una cosa è certa: il cervello dei dislessici funziona in maniera particolare, ma non si é ancora compreso  se si tratti di un disordine primitivamente situato nel cervello, o secondario alla ricezione da parte del cervello stesso di messaggi sensoriali perturbati, specialmente derivanti dalla propriocezione.

Secondo le statistiche, comunque controverse, ne sono affetti, con un rapporto di tre a uno tra maschi e femmine, una percentuale che va dal 5 al 10% della popolazione a seconda delle etnie linguistiche.Ne sarebbero affetti in forma severa dal 3 al 4%  dei bambini/ragazzi, cioè uno per ogni classe circa.

 

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http://dispercezione.it/