Ortodonzia Neurosensoriale®

Ortodonzia Neurosensoriale®

SCEGLIE QUESTO TIPO DI TRATTAMENTO CHI PENSA CHE UN TRATTAMENTO MECCANICO CLASSICO POSSA PROVOCARE DISTURBI

L’ortodonzia Neurosensoriale messa a punto dal dottor Marino, è una tecnica rivoluzionaria e unica nel trattamento delle malocclusioni.

 PARTE DAL CONCETTO CHE L’ORGANIZZAZIONE DELLA BOCCA SIA UN SINTOMO DI UN DISEQUILIBRIO GENERALE

La sua peculiarità si basa sull’utilizzo di stimolazioni sensoriali in luogo di modifiche meccaniche.
Questo significa che per raddrizzare i denti e modificare quindi l’occlusione, non ci si avvale di movimenti meccanici, ma si  permette ai denti stessi di trovare la loro posizione ottimale in modo spontaneo grazie all’azione di queste stimolazioni.
Questo nuovo modo di trattare le cattive masticazioni deriva da una serie di constatazioni cliniche legate ai trattamenti classici:
1. La non presa in carico delle cause della malocclusione.
2. La costante comparsa della recidiva
3. La possibile comparsa di disturbi di varia natura come dolori, disfunzioni, anche a distanza.

Per quanto riguarda la recidiva molto si discute e si cerca di interpretarne i motivi, senza arrivare comunque a risolvere il problema.
Per quanto riguarda la comparsa di fenomeni iatrogeni, attualmente si cerca di mascherare la cosa, anche se è inutile dire che i medici più attenti si confrontano quotidianamente con questo problema.

“All’ inizio della mia carriera come ortodontista, ormai trentennale, mi sono posto queste domande e ho cercato di darmi delle risposte attraverso una ricerca lunga, difficile ma entusiasmante.

Il concetto di neuro-sensorialità:
Per garantire un controllo motorio, e/o una postura corretta, il cervello deve ricevere una serie di stimolazioni sensoriali, le quali collaborando fra di loro garantiscono il risultato voluto.

Per fare un qualsiasi movimento il cervello utilizza una serie di sensori ( segnali sensoriali) che, collaborando gli uni con gli altri (percezione) realizzano il risultato desiderato.

Sensore+ sensore+ sensore+ ecc. = percezione

Facciamo un esempio semplice: se voglio prendere in mano un bicchiere i miei occhi si fissano su di esso ( un sensore) e il movimento del braccio e mano sono “guidati” dai sensori ( altri sensori) che si trovano nei muscoli ; il mio movimento sarà molto differente se sono in piedi o seduto, diritto o inclinato (sensori dei piedi, della schiena e/o dell’apparato vestibolare).
Se tutti i sensori lavorano in sintonia potrò, facilmente, ottenere il risultato voluto. (((Lo stesso vale per la postura, per rimanere in piedi in posizione eretta, poiché il cervello invia ai muscoli interessati delle informazioni corrette.))))
Cosa succede se uno o più di questi segnali non lavorano bene?
Spesso nulla, perché gli altri sensori riusciranno a compensare quello/i in difficoltà.
Se questo non avviene, diventerà più difficile eseguire un movimento, più dispendioso, meno vantaggioso, anche se non ce ne accorgiamo, questo perché i muscoli eseguiranno “spontaneamente” dei comandi non precisi.
Alle volte risulta evidente il problema:  la posizione del corpo sbilanciata, (spesso in avanti ) con la proiezione della testa in avanti, una certa cifosi dorsale, l’iperlordosi, ecc..ma il problema  potrebbe evidenziarsi anche nel bambino scoordinato che fatica a prendere la palla.
Questa posizione che per un osservatore esterno risulta “sbagliata”, per la persona implicata risulta normale. Infatti anche se per esempio ricorderemo al bambino di stare diritto, molto rapidamente, nella maggioranza dei casi, ritornerà alla posizione per lui “normale”, quella che la sua percezione “sente” come corretta, anche se non lo è.

 

LA POSTURA QUINDI NON E’ IL PROBLEMA MA SOLO UNA CONSEGUENZA

Tornando alla bocca, una cattiva o buona occlusione è paragonabile ad una  cattiva o  buona postura, ad un cattivo o buon controllo dei muscoli ( si def. Controllo motorio) I denti saranno diritti o storti a seconda della percezione corretta o scorretta, sia generale che locale.
In altri termini una cattiva masticazione spontanea, cioè  creatasi spontaneamente,sarà percepita SEMPRE come corretta, perché a monte, il sistema di percezione ( non corretto) si è costruito QUELLA posizione. Nel momento in cui noi modifichiamo meccanicamente la posizione dentale stiamo facendo esattamente come quando si dice al bambino “ stai diritto”!

DAL 1990 CONTROLLO  LO STATO PERCETTIVO DEI PAZIENTI CHE PRESENTANO MALOCCLUSIONE.RITROVANDO SISTEMATICAMENTE LO STESSO SCHEMA:

MALOCCLUSIONE – ANOMALIE PERCETTIVE

Se per la postura il bimbo semplicemente ritornerà nella “sua “ postura, per i denti spostati IN MODO MECCANICO le conseguenze saranno principalmente due:
1) La RECIDIVA, cioè i denti tenteranno di tornare alla posizione di riferimento percettivo,
2) Il COMPENSO, cioè non riuscendo a modificare questa nuova posizione,  qualche altra parte del corpo subirà una modificazione.
Oppure, grazie alla plasticità sensoriale, soprattutto nel bambino,( ma attenzione non tutti i bimbi ne sono dotati, specie chi presenta una cattiva masticazione) il cervello assorbirà senza “danni collaterali” questo cambiamento di schema corporeo.

È possibile modificare una percezione orale sbagliata? Nella maggior parte dei casi sì, modificando opportunamente uno o più dei sensori attraverso adeguate stimolazioni.

Ortodonzia_Neurosensoriale

Caso di E. M.

La bimba presentava malocclusione ed una serie di sintomi legati alla Sindrome da Disperazione Orale. In questo esempio si può notare come i denti abbiano trovato una normale posizione, semplicemente modificando la percezione orale attraverso le adeguate stimolazioni, oltre ad aver completamente eliminato i sintomi di accompagnamento.