FAQS

Cos’è la Propriocezione?

La Propriocezionel

La propriocezione è un organo sensoriale (come la vista o l’udito) che funziona grazie alla presenza di piccoli sensori, sensibili all’allungamento del muscolo e che si trovano in tutti i muscoli (da quelli degli occhi a tutti gli altri del resto del corpo).
La propriocezione funziona sempre in collaborazione con gli altri sensi, con i quali costituisce un sistema chiamato posturale, poiché il suo ruolo è stato innanzitutto descritto nella regolazione della postura.
Insieme all’informazione del “senso del movimento” (Prof. A. Berthoz, College de France di neurofisiologia), la propriocezione ha un ruolo centrale in questo sistema, poiché essa indica in permanenza al cervello dove sono posizionati gli altri organi di senso.
Il suo ruolo è riconosciuto in tre funzioni:
A) regolazione della postura,
B) determinazione della localizzazione spaziale delle informazioni sensoriali visive, uditive, orali, ecc.,
C) partecipazione allo sviluppo armonioso delle percezioni sensoriali durante la prima infanzia.
È attraverso queste due ultime funzioni che la propriocezione potrà intervenire nella capacità di lettura ed attenzione.
L’analisi della postura è un mezzo utilizzato per comprendere il funzionamento propriocettivo. Non è di per sé un fine.

Cos’è la Dispropriocezione?

Quando la propriocezione non funziona correttamente, si avranno, con delle differenze molto variabili da un soggetto all’altro, dei disturbi alle volte poco evidenti, nelle tre funzioni della propriocezione:
1) Asimmetria del tono posturale per informazioni propriocettive errate: il ragazzo si sente diritto mentre al contrario, in realtà non lo è,
2) Localizzazione spaziale sensoriale anormale,
3) Anomalie percettive di sviluppo
I disturbi posturali sono poco manifesti nel
bambino e aumentano mano a mano con l’età,
da cui l’adagio: il dislessico da bambino diventa
il lombalgico da grande.

L’esame dei familiari dei dislessici ci ha
mostrato come, molto probabilmente,
non sia la dislessia ad essere trasmessa, bensì i disturbi propriocettivi.

Quello che differenzia i dislessici dai loro fratelli non dislessici è la capacità “innata” di questi ultimi a regolare spontaneamente la loro localizzazione spaziale sensoriale, sia visiva che uditiva
(O’Zoux C. et Quercia M., tesi del D.U. PATA 2009).

Cosa si intende per ONS®

Con il termine ONS® , coniato dal dottor Marino circa 20 anni fa, si intende un concetto rivoluzionario di concepire l’ortodonzia, classicamente legata invece al raddrizzamento dei denti in modo meccanico. Ciò significa che attraverso apparecchiature specifiche si spostano i denti.
Se il compito dell’ortodonzia è quello di ottennere un bel sorriso, nella maggioranza dei casi essa raggiunge il suo obbiettivo.
L’enorme massa di persone che ha applicato un apparecchio ortodontico ,ha messo in rilievo per molti ortodontisti che l’uso dell’apparecchio crea una serie di problemi, il principale dei quali è la recidiva.
Qualche medico ortodontista più sensibile di altri, si è reso inoltre conto che in qualche caso, durante il trattamento potevano comparire dei sintomi quali cefalea, dolori muscolatri specie cervicali ,rumori alla mandibola, fino alla comparsa di SCOLIOSI.
Qualcuno poi si è chiesto, come il dottor Marino, se potesse esserci un legame tra lo spostamento dentale e la comparsa dei vari sintomi.
Il tema è dibattuto fortemente da anni; gli atteggiamenti degli operatori possono essere di due tipi : negare totalmente il problema o cercare di approfondire il tema e trovare delle soluzioni.
Da circa 30 anni il dottor Marino è tra coloro che hanno cercato di capire questi aspetti,grazie all’aver trattato migliaia di pazienti, ed essersi quindi fatto una certa sua idea di trattamento,averla sviluppata ed attualmente insegnata in Italia ed all’estero,a beneficio dei suoi pazienti.
Su cosa si basa l’Ortodonzia Neuro Nensoriale®?
Nella stragrande maggioranza dei casi i denti dritti sono la conseguenza dell’equilibrio che si stabilisce tra le varie componenti dell’apparato orale : la lingua da un lato che spinge verso l’esterno e le guance e le labbra che spingono verso l’interno. Le combinazioni possibili sono innumerevoli.
Quindi la posizione dei denti nelle malocclusioni dipende in grandissima parte dal movimento dei muscoli.